Terje Evensen. Drummer, Sound designer & Composer.

TITOLO DEL DISCO

«Music for Paintings»

ETICHETTA

Records Abstract Goat

Qui non ci sono singoli brani corredati da titoli evocativi. Qui ci sono quasi novanta minuti di musica, di bella musica, ripartiti su due cd. Un romanzo, come dice lo stesso Evensen, un racconto astratto legato alle opere pittoriche di Holger Theunert. Un sfida per i musicisti, e anche per l’ascoltatore che deve mettere in campo la sua attenzione a una musica che scorre con una agilità sorprendente e con spunti che materializzano l’ambient, la musica classica contemporanea, la dizione delle colonne sonore, il soundscape, l’improvvisazione, gli algidi – ed efficaci – algoritmi musicali scandinavi. Il jazz? C’è, sempre che non si vadano a cercare frammenti del passato. C’è perché il poliedrico musicista norvegese accarezza anche le sonorità anni Settanta, quelle della fusion tanto per intenderci. Le composizioni generano immagini come mai prima d’ora si era riusciti. Il fluire è unico: si passa da un capitolo all’altro seguendo la storia che ci si potrà inventare a proprio piacimento. Un tappeto sonoro disteso che ci rimanda in ogni dove del mondo, anche in riva al mare con Molvær che padroneggia tinte, timbri e ricordi. Le tastiere della Stereopoulou ammansiscono l’aria, mentre spetta al violoncello di Cox classicheggiare o acidificare – all’abbisogna – la prosa. Nei cambi di ritmo l’elettronica è fondamentale, ma a giganteggiare è l’hang drum di Mujica. Lo studio, la ricerca di Evensen è mirabile. La cura del suono, anzi dei suoni che si affastellano dominando i rumori, plasmandoli con il tessuto musicale; opera che lo avvicina tanto a Erik Satie, quanto a Brian Eno, e che la si può ascoltare in maggior misura nel secondo disco: un’unica suite che ha i colori dell’alba.
Alceste Ayroldi

New solo album out now

Guest:
Leo Abrahams
Nils Petter Molvær
Anna Stereopoulou
Manongo Mujica
Anthony Cox